Se è vero che una delle domande che si pone da sempre l'umanità, e cioè se siamo soli nell'Universo, rimane ancora senza risposta è anche vero che ci si chiede se vale la pena trasmettere nello spazio dei messaggi interstellari che annuncino la nostra presenza. Forse, come pensa qualcuno, dovremmo solo ascoltare. Comunque sia, da quando è iniziata l'era della ricerca delle intelligenze extraterrestri con il programma SETI (Search for Extra Terrestrial Intelligence), nella maggior parte dei casi i radioastronomi hanno utilizzato solamente delle strategie di ascolto.
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domenica 22 febbraio 2015
lunedì 1 settembre 2014
La ricerca di esopianeti potenzialmente abitabili
Da secoli l’umanità si
interroga sulla questione che riguarda l’esistenza di altre civiltà aliene:
siamo gli unici esseri intelligenti che popolano l'Universo? Sin già dai tempi
del Medioevo si riteneva che dovessero esistere altri mondi e, forse, qualcuno
di questi avrebbe ospitato una eventuale forma di vita aliena. Oggi, grazie
allo sviluppo tecnologico e al progresso scientifico, possiamo cominciare a
dare delle risposte a queste domande. La scoperta di numerosi pianeti
extrasolari suggerisce che il nostro sistema planetario non è l’unico. Gli
esopianeti sono un fenomeno comune, almeno nella Via Lattea, anche se la
maggior parte di essi sono corpi celesti giganti, tipicamente delle dimensioni
di Giove, che non possono ospitare la vita come noi la conosciamo. Tuttavia,
esistono sistemi planetari in cui sono stati rivelati oggetti più piccoli, cioè
corpi celesti rocciosi che hanno le dimensioni dei pianeti di tipo terrestre.
Nel corso dei prossimi anni, lo studio ed il perfezionamento di tutta una serie
di tecniche e metodi di indagine ‘alternativi’ ci permetteranno di analizzare
sempre più in dettaglio le atmosfere planetarie per scoprire se sono presenti
tracce di composti chimici, come ad esempio l’anidride carbonica, l’acqua o il
metano, indicatori biologici legati all'esistenza di eventuali forme di vita
elementare. Forse, solo allora potremo affermare di aver trovato una nuova
Terra.
giovedì 5 giugno 2014
SETI, entro vent'anni il 'primo' contatto
La domanda se siamo soli
nell’Universo sta diventando ormai molto vecchia. Esistono delle storie su
questo argomento che risalgono persino agli antichi greci e sembra difficile
credere che anche i primi esseri umani comparsi sul nostro pianeta non abbiano mai volto lo sguardo verso il cielo chiedendosi se esistono altri esseri come loro da qualche parte nello spazio. Rispetto ai nostri antenati, oggi abbiamo una
tecnologia sufficientemente avanzata e adeguata che ci permette di affrontare
il problema secondo il metodo scientifico. Dunque, trovare che esistono intelligenze extraterrestri
potrebbe definire il nostro posto nello spazio cosmico. Inoltre, una tale
scoperta completerebbe la cosiddetta rivoluzione copernicana. Circa 470 anni
fa, le meticolose osservazioni del cielo ed il ragionamento scientifico ci
portarono a comprendere il nostro ruolo nell’Universo. Oggi, lo scopo della ricerca
SETI (Search for Extra Terrestrial Intelligence) è quello di comprendere in quale piano intellettivo noi esseri umani ci poniamo rispetto ad eventuali esseri intelligenti nell’Universo. Insomma, le
nostre capacità intellettive sono uniche o sono semplicemente le sole che
esistono tra tante altre?
mercoledì 5 settembre 2012
SETI, quell'oscuro silenzio
Da oltre cinquant’anni, la ricerca di civiltà extraterrestri non ha ancora fornito una prova scientifica della loro esistenza. Per questo motivo, non sappiamo neanche se la vita, a qualsiasi livello, esista effettivamente al di là del nostro pianeta. La ricerca di civiltà aliene, anche se esse sono là fuori da qualche parte nella nostra galassia o magari in altre galassie, è un progetto a lungo termine che richiederà ancora anni se non addirittura secoli. Tuttavia, le nuove strategie di ricerca, accompagnate dal progresso tecnologico e dalla costruzione di nuovi e più sofisticati strumenti di indagine, indicano che ci sono buone ragioni per ritenere che il successo di un “primo contatto” possa avverarsi entro qualche decennio.
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