E' quanto emerge da due articoli che hanno come autore principale Ahmed Farag Ali, un fisico della Zewail City of Science and Technology e della Benha University, entrambi in Egitto. Essi stanno facendo il giro della rete grazie soprattutto alle sorprendenti ipotesi che gli autori introducono sull'argomento della singolarità gravitazionale, sia per ciò che riguarda l'origine dell'Universo (Big Bang), ma anche per quanto concerne gli oggetti astrofisici più enigmatici e misteriosi che esistono in natura (buchi neri).
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sabato 14 febbraio 2015
Singolarità? No, grazie!
sabato 27 dicembre 2014
Breve storia del modello standard
Quella che segue è una panoramica
relativa agli ultimi sviluppi della migliore teoria che ci permette di descrivere
le particelle elementari e le interazioni fondamentali: stiamo parlando del
modello standard. Esso si basa su teorie di gauge, dette anche teorie di scala, cioè una classe di teorie di campo basate sull'ipotesi dell'invarianza di alcune simmetrie, di cui la prima è stata l’elettrodinamica quantistica, che descrive le interazioni elettroni-luce. Questa venne più tardi
incorporata nella teoria elettrodebole, relativa alle interazioni
elettromagnetica e nucleare debole. Nel corso del tempo, il modello standard
incluse anche la cromodinamica quantistica che descrive l’interazione nucleare forte. L’ultimo tassello mancante del modello standard è stato il bosone di Higgs, scoperto nel 2012 al CERN. Nonostante ciò, la teoria delle particelle e
delle interazioni è ancora lontana dall’avere l’ultima parola dato che esistono
molti punti oscuri che dovranno essere risolti.
mercoledì 20 agosto 2014
Una nuova teoria sulla simmetria di scala
mercoledì 26 giugno 2013
L’Universo potrebbe non essere ‘naturale’
Ad una conferenza tenutasi lo
scorso mese di Aprile presso la Columbia University, il fisico teorico Nima Arkani-Hamed dell’Institute for Advanced Study di Princeton, ha discusso alcuni recenti
risultati dalle implicazioni contraddittorie relativi agli esperimenti condotti
al Large Hadron Collider (LHC).
sabato 16 marzo 2013
È tempo di pensare ad una ‘nuova’ fisica?
Qualche
secolo fa, gli scienziati andavano affermando che non ci fosse più nulla da
scoprire, un pensiero che venne ben presto superato quando agli inizi del XX
secolo vennero prima formulati i concetti base della teoria dei quanti, ad
opera di Max Planck, e qualche decennio più tardi la teoria della
relatività generale, grazie al genio di Albert Einstein. Oggi, dobbiamo
dire che tra i fisici non c’è più quell’arroganza anche perché la relatività ci
ha fornito un modello estremamente accurato dell’Universo che siamo in grado di
osservare. Nonostante ciò dobbiamo tener conto di tutta una serie di altri
modelli che tentano invece di spiegare quei fenomeni fisici “invisibili” che
rimangono ancora un mistero. Di fatto, il sogno degli scienziati del XXI secolo
è quello di riconciliare i due pilastri fondamentali della fisica e cioè da un
lato la relatività generale e dall’altro la meccanica quantistica (vedasi Idee sull’Universo). Ma allora, è forse giunto il momento di introdurre un
cambiamento radicale a partire dalle questioni più fondamentali? Vedremo nei
seguenti paragrafi quali sono i temi fondamentali che i fisici stanno oggi
discutendo e quali potrebbero essere i passi successivi verso una comprensione
più profonda dei fenomeni naturali.
domenica 20 gennaio 2013
Il 'muro di fuoco', un nuovo paradosso sui buchi neri
In un recente articolo apparso su Simons Foundation dal titolo Alice and Bob Meet the Wall of Fire, Jennifer Ouellette riporta le ultime idee bizzarre emerse al workshop di Stanford tenutosi a Novembre dell'anno passato su un nuovo paradosso che riguarda gli enigmatici buchi neri. Di solito, quando vengono proposti alcuni esperimenti mentali i protagonisti principali si chiamano Alice e Bob. Oggi, però, pare che i due ragazzi siano arrivati ad un
bivio. Tra i due, la più avventuriera e piuttosto spericolata Alice vuole saltare
in un buco nero molto massiccio, lasciandosi alle spalle lo sconsolato Bob che
rimane al di là dell’orizzonte degli eventi, cioè quella regione ideale
superata la quale niente, nemmeno la luce, può tornare indietro. Ma vediamo un pò più in dettaglio di che cosa si tratta.
sabato 29 dicembre 2012
Materia scura, siamo sulla ‘soglia’ di una scoperta?
Sono passati più di 2000 anni dai
tempi in cui l’uomo si chiedeva di cosa siamo fatti, di che cosa è fatto l’Universo
che circonda. Abbiamo pensato che tutto ciò che brillasse intorno a noi, sia
sulla Terra che nello spazio, costituisse tutta la materia presente nell’Universo.
Ma gli scienziati hanno scoperto che non è tutto ciò che brilla nella luce che
caratterizza l’Universo piuttosto ciò che si nasconde nell’oscurità. C’è quindi
un problema: il contenuto di tutta la materia visibile nell’Universo è solo il
4-5% circa. Dov’è tutto il resto? Si ritiene che la cosiddetta materia scura
contribuisca a circa il 23% del contenuto materia-energia dell’Universo, anche
se gli scienziati non hanno idea di che cosa si tratti dato che non è possibile
osservarla direttamente (per questo motivo è stata definita con l’aggettivo “scura”).
Dunque, come possiamo rivelarla e, se un giorno saremo in grado di farlo, che
tipo di informazione ricaveremo sulla natura dell’Universo?
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mercoledì 26 dicembre 2012
SUSY, idee alternative per una nuova fisica
Dopo che gli ultimi esperimenti realizzati al Large Hadron Collider (LHC) non hanno portato alla scoperta di quelle particelle la cui esistenza è prevista dalla teoria, la fisica sembra ritornare ad uno “scenario da incubo”. Era il 1982 quando il fisico lettone Mikhail Shifman fu attratto da una teoria elegante, nota come supersimmetria, che tentava di descrivere tutte le particelle elementari note in un nuovo e più completo quadro dell’Universo. “I miei articoli produssero un vero e proprio entusiamo all’epoca”, afferma Shifman, oggi professore di fisica all’età di 63 anni presso l’Università del Minnesota. Nel corso degli anni, egli assieme ad altre migliaia di fisici hanno sviluppato tutta una serie di ipotesi e modelli consapevoli che gli esperimenti avrebbero confermato l’esistenza della supersimmetria. “Nonostante ciò, la natura non sembra mostrarsi favorevole, almeno non nella sua forma più semplice”, afferma Shifman.
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martedì 18 settembre 2012
Verso l'esplorazione dell'Universo delle origini
La cosmologia è quella branca dell’astronomia
che studia l’intero Universo. Attualmente, il modello cosmologico standard
rappresenta il quadro migliore per descrivere l’evoluzione dell’Universo, ma
non la sua origine, ed esistono alcuni scenari che ci forniscono delle
indicazioni su quale sarà il suo destino. Nonostante ciò, ricostruire la storia
cosmica non è così facile. Infatti, i cosmologi possono essere paragonati agli
archeologi che andando ad analizzare i resti fossili tentano di ricostruire,
seppure parzialmente, il passato della Terra spingendosi fino ad epoche dell’ordine
di migliaia o milioni di anni fa.
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venerdì 31 agosto 2012
LHC, che cosa hanno osservato ATLAS e CMS?
Lo stesso giorno in cui è stato tenuto il seminario del 4 luglio al CERN di Ginevra sulla presentazione degli ultimi dati raccolti tra il 2011 e il primo semestre del 2012 dagli esperimenti ATLAS e CMS, i media si sono veramente scatenati riportando la “scoperta della particella di dio”, ovvero del bosone di Higgs. C’è da dire che è stata fatta tanta confusione soprattutto tra i non addetti ai lavori e molti siti web e blog si sono, come dire, fregiati della notizia senza badare molto a ciò che è stato effettivamente detto o rivelato, fatta eccezione per qualche blog. Dunque, facciamo un pò d’ordine a distanza, ormai, di qualche settimana.
lunedì 9 luglio 2012
L'importanza di essere, o non essere, il bosone di Higgs
A distanza di qualche giorno dal seminario tenutosi il 4 luglio al Cern di Ginevra sulla presentazione dei dati raccolti tra il 2011 e il 2012 dagli esperimenti ATLAS e CMS presso LHC e che hanno portato alla scoperta di una nuova particella (vedasi questo post), ci si interroga sulla possibilità che si tratti, o meno, proprio del bosone di Higgs oppure di una particella più esotica che appartiene, invece, ad una fisica che ancora non conosciamo.
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