Nella fisica delle particelle, si sa, l’obiettivo principale è quello di studiare la struttura della materia. Il Large Hadron Collider (LHC) è proprio lo strumento più adatto, e il più grande che sia mai stato costruito, che come una sorta di microscopio gigante ci permette di esplorare le proprietà delle particelle elementari e le loro interazioni che insieme rappresentano lo scheletro della materia al livello più fondamentale. La comunità scientifica è in trepidante attesa per i nuovi esperimenti che caratterizzeranno il Run 2 di LHC anche perchè potrebbero cambiare la nostra comprensione dell’Universo. Fisici ed ingegneri hanno già effettuato gli ultimi controlli dopo due anni di manutenzione che hanno portato il grande acceleratore a raddoppiare l’energia di collisione portandola al valore di 13-14 TeV. Al momento, nell'anello di 27 Km si stanno completando tutta una serie di test che termineranno con l'inizio delle vere e proprie collisioni a partire, secondo le previsioni, da questo mese di Maggio. Dopo il successo ottenuto a seguito della scoperta del bosone di Higgs, o meglio di una particella che tanto gli assomiglia, tra gli obiettivi che si propongono i fisici quello di trovare tracce di nuove particelle in una sorta di corsa contro il tempo che ha quasi del fantascientifico.
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lunedì 4 maggio 2015
domenica 29 marzo 2015
I temi 'oscuri' della cosmologia
Il modello cosmologico standard, detto Lambda-CDM, si basa su 6 parametri che concordano con i dati osservativi. Nonostante sia alquanto semplice, il modello presenta delle stranezze poichè esso implica che la maggior parte della materia nell’Universo è presente sottoforma di materia scura, costituita da un tipo di particella subatomica che non è stata ancora rivelata in laboratorio, e che la maggior parte dell’energia associata allo spazio vuoto è presente invece in una forma di energia scura. L’esistenza di queste enigmatiche e oscure componenti richiede la necessità di utilizzare alcune estensioni del modello standard delle particelle elementari, come ad esempio la supersimmetria, e indicano che la relatività generale viene meno su scale cosmologiche. Una volta John Archibald Wheeler andava riassumendo così la “geometrodinamica”, come egli preferiva chiamare la teoria della relatività: “lo spaziotempo dice alla materia come muoversi e la materia dice allo spaziotempo come curvare”. I cosmologi osservano il moto degli atomi, sia nella forma di gas che di stelle, oppure seguono le traiettorie della luce che si propaga nello spazio per derivare la sua geometria. Queste misure della curvatura dello spaziotempo vengono utilizzate per determinare indirettamente la distribuzione totale della materia e dell’energia. Ma il fatto più importante è che ad oggi la materia ordinaria, cioè la materia visibile composta dagli atomi, rappresenta solamente il 5 percento del contenuto materia-energia dell’Universo.
sabato 16 marzo 2013
È tempo di pensare ad una ‘nuova’ fisica?
Qualche
secolo fa, gli scienziati andavano affermando che non ci fosse più nulla da
scoprire, un pensiero che venne ben presto superato quando agli inizi del XX
secolo vennero prima formulati i concetti base della teoria dei quanti, ad
opera di Max Planck, e qualche decennio più tardi la teoria della
relatività generale, grazie al genio di Albert Einstein. Oggi, dobbiamo
dire che tra i fisici non c’è più quell’arroganza anche perché la relatività ci
ha fornito un modello estremamente accurato dell’Universo che siamo in grado di
osservare. Nonostante ciò dobbiamo tener conto di tutta una serie di altri
modelli che tentano invece di spiegare quei fenomeni fisici “invisibili” che
rimangono ancora un mistero. Di fatto, il sogno degli scienziati del XXI secolo
è quello di riconciliare i due pilastri fondamentali della fisica e cioè da un
lato la relatività generale e dall’altro la meccanica quantistica (vedasi Idee sull’Universo). Ma allora, è forse giunto il momento di introdurre un
cambiamento radicale a partire dalle questioni più fondamentali? Vedremo nei
seguenti paragrafi quali sono i temi fondamentali che i fisici stanno oggi
discutendo e quali potrebbero essere i passi successivi verso una comprensione
più profonda dei fenomeni naturali.
sabato 29 dicembre 2012
Materia scura, siamo sulla ‘soglia’ di una scoperta?
Sono passati più di 2000 anni dai
tempi in cui l’uomo si chiedeva di cosa siamo fatti, di che cosa è fatto l’Universo
che circonda. Abbiamo pensato che tutto ciò che brillasse intorno a noi, sia
sulla Terra che nello spazio, costituisse tutta la materia presente nell’Universo.
Ma gli scienziati hanno scoperto che non è tutto ciò che brilla nella luce che
caratterizza l’Universo piuttosto ciò che si nasconde nell’oscurità. C’è quindi
un problema: il contenuto di tutta la materia visibile nell’Universo è solo il
4-5% circa. Dov’è tutto il resto? Si ritiene che la cosiddetta materia scura
contribuisca a circa il 23% del contenuto materia-energia dell’Universo, anche
se gli scienziati non hanno idea di che cosa si tratti dato che non è possibile
osservarla direttamente (per questo motivo è stata definita con l’aggettivo “scura”).
Dunque, come possiamo rivelarla e, se un giorno saremo in grado di farlo, che
tipo di informazione ricaveremo sulla natura dell’Universo?
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mercoledì 26 dicembre 2012
SUSY, idee alternative per una nuova fisica
Dopo che gli ultimi esperimenti realizzati al Large Hadron Collider (LHC) non hanno portato alla scoperta di quelle particelle la cui esistenza è prevista dalla teoria, la fisica sembra ritornare ad uno “scenario da incubo”. Era il 1982 quando il fisico lettone Mikhail Shifman fu attratto da una teoria elegante, nota come supersimmetria, che tentava di descrivere tutte le particelle elementari note in un nuovo e più completo quadro dell’Universo. “I miei articoli produssero un vero e proprio entusiamo all’epoca”, afferma Shifman, oggi professore di fisica all’età di 63 anni presso l’Università del Minnesota. Nel corso degli anni, egli assieme ad altre migliaia di fisici hanno sviluppato tutta una serie di ipotesi e modelli consapevoli che gli esperimenti avrebbero confermato l’esistenza della supersimmetria. “Nonostante ciò, la natura non sembra mostrarsi favorevole, almeno non nella sua forma più semplice”, afferma Shifman.
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martedì 18 settembre 2012
Verso l'esplorazione dell'Universo delle origini
La cosmologia è quella branca dell’astronomia
che studia l’intero Universo. Attualmente, il modello cosmologico standard
rappresenta il quadro migliore per descrivere l’evoluzione dell’Universo, ma
non la sua origine, ed esistono alcuni scenari che ci forniscono delle
indicazioni su quale sarà il suo destino. Nonostante ciò, ricostruire la storia
cosmica non è così facile. Infatti, i cosmologi possono essere paragonati agli
archeologi che andando ad analizzare i resti fossili tentano di ricostruire,
seppure parzialmente, il passato della Terra spingendosi fino ad epoche dell’ordine
di migliaia o milioni di anni fa.
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lunedì 9 luglio 2012
L'importanza di essere, o non essere, il bosone di Higgs
A distanza di qualche giorno dal seminario tenutosi il 4 luglio al Cern di Ginevra sulla presentazione dei dati raccolti tra il 2011 e il 2012 dagli esperimenti ATLAS e CMS presso LHC e che hanno portato alla scoperta di una nuova particella (vedasi questo post), ci si interroga sulla possibilità che si tratti, o meno, proprio del bosone di Higgs oppure di una particella più esotica che appartiene, invece, ad una fisica che ancora non conosciamo.
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